I modelli di laicità in Occidente

BERTINORO | L'esperienza di Stati Uniti e Francia come esempi di laicità. La sintesi della terza giornata negli interventi di Debora Spini e Roberto Cipriani

 | 25/07/2010
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Stati Uniti e Francia come modelli di laicità in occidente aprono la terza sessione dei lavori della summer school a Bertinoro. Declinazione in “religione civile” per la prima, “separazione ostile” per la seconda. Ovvero separazione “amichevole” fra Stato e Chiesa secondo l’idea del pluralismo statunitense, che bandisce l’idea di Stato per abbracciare la concezione di spazio pubblico e sociale, contro la concezione francese che lascia coincidere Stato e diritto.
A spiegare la polarizzazione di due modelli apparentemente antitetici sono intervenuti la ricercatrice presso la Siracuse University, Debora Spini, ed il professore di sociologia delle religioni presso l’università di Roma 3, Roberto Cipriani.
 
Negli Stati Uniti nessuna religione occupa una posizione particolare per legge, infatti “la separazione della Chiesa e dello Stato non ha negato all'ambito politico una dimensione religiosa”: affermazione con la quale inizia la discussione su cosa si debba intendere per “religione civile” in America.

La ricercatrice Spini (per la relazione clicca qui) affronta un excursus storico partendo dalla tradizione del pensiero repubblicano nel recupero della riflessione che Machiavelli offre nei “Discorsi”. Secondo il pensatore la forza e la potenza della Repubblica Romana era da assurgere a modello ideale per l’identificazione della religione con la patria, ovvero per il legame forte che si stabiliva tra cittadinanza e Repubblica. Per Rousseau, invece, l’idea di “religione civile” consisteva nel collante etico dell’esistenza umana come vero e proprio contratto sociale che si identificava nell’esistenza di un unico corpo sociale-politico-sovrano: l’ “io comune” inteso come capacità di unione degli uomini nella creatura antropomorfa che è il popolo. E dunque, nella volontà della dedizione individuale di ciascun singolo al bene della società e della comunità. Una “religione civile” comprensiva dipochi dogmi secondo un cristianesimo semplificato a garanzia della funzione di coesione tra cittadino e patria. Il passaggio decisivo della rivoluzione francese sancisce la trasmigrazione dalla sacralità della monarchia alla sacralità simbolica della nazione, poi radicata nella concezione di sovranità popolare: passaggio dal corpo del re al corpo del popolo. Ed ancora, la scommessa della modernità si basa sulla necessità di fondare la Politica indipendentemente da ogni trascendenza, legittimandosi nel processo di secolarizzazione: spazio politico autonomo dalla religione nell’identificazione tra stato e cittadino che stabilisce un forte legame tra politica-vita-morte. Dunque, il modello americano teorizza una società pre-esiste alla politica, su base federalista (di corpi sociali che, per l’appunto, si federano politicamente), secondo il concetto di religious freedom e secondo la concezione dello stato inteso come government, nella funzione di vigile fra i corpi sociali che abitano lo spazio pubblico.
 
Dunque, in America il pluralismo religioso costituisce il bastione della democrazia secondo l’idea di accoglienza della diversità nel comune impegno sociale. Pluralità sociale e neutralità dello stato, sono le due connotazioni che fanno dire che la “sua politica è molto sociale”, ossia abitata dall’idea di essere un partito raccoglitore di chiese associazioni partiti, la cui convivenza si gestisce nel rispetto di un linguaggio etico. In Francia, come ha spiegato il professore Cipriani (per la relazione clicca qui), il passaggio tra stato confessionista a stato laico fu segnato da una conflittualità più accesa, poiché il territorio non registrava la stessa molteplicità di confessioni come per l’America. Il territorio francese disponeva di una confessione assolutamente predominante per la Cattolica. Data di trapasso fu il 1905 con la Legge del 9 Dicembre in cui si legge che la Repubblica francese è laica e rispetta tutte le credenze. Legge che obbligava la laicità ad obbedire a un preciso regime giuridico concernente la separazione fra la Chiesa e lo Stato. In realtà il termine laicità non compare nei testi normativi se non prima del 1946 in occasione della Costituzione della quarta repubblica francese in cui, però, si sottolinea ome la Francia sia una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale nel pieno rispetto di tutte le credenze. Oggi il 90% dei francesi si colloca in tre categoria di laicismo: la prima pone tutte le religioni sullo stesso piano, la seconda considera la separazione religione-stato, la terza sottolinea la libertà di coscienza.

A cura di Amelia Realino

 

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